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Gita parrocchiale

dal 27 al 30 aprile 2020

Napoli, Pompei e Costiera Amalfitana

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mese della pace 2020 PDF Stampa E-mail
Notizie - Per tutti
Scritto da Don Luigi   
Giovedì 16 Gennaio 2020 10:16

altMESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA CELEBRAZIONE DELLA
LIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

1° GENNAIO 2020

 

LA PACE COME CAMMINO DI SPERANZA:
DIALOGO, RICONCILIAZIONE E CONVERSIONE ECOLOGICA

 

1. La pace, cammino di speranza di fronte agli ostacoli e alle prove

La pace è un bene prezioso, oggetto della nostra speranza, al quale aspira tutta l’umanità. Sperare nella pace è un atteggiamento umano che contiene una tensione esistenziale, per cui anche un presente talvolta faticoso «può essere vissuto e accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino».[1] In questo modo, la speranza è la virtù che ci mette in cammino, ci dà le ali per andare avanti, perfino quando gli ostacoli sembrano insormontabili.

La nostra comunità umana porta, nella memoria e nella carne, i segni delle guerre e dei conflitti che si sono succeduti, con crescente capacità distruttiva, e che non cessano di colpire specialmente i più poveri e i più deboli. Anche intere nazioni stentano a liberarsi dalle catene dello sfruttamento e della corruzione, che alimentano odi e violenze. Ancora oggi, a tanti uomini e donne, a bambini e anziani, sono negate la dignità, l’integrità fisica, la libertà, compresa quella religiosa, la solidarietà comunitaria, la speranza nel futuro. Tante vittime innocenti si trovano a portare su di sé lo strazio dell’umiliazione e dell’esclusione, del lutto e dell’ingiustizia, se non addirittura i traumi derivanti dall’accanimento sistematico contro il loro popolo e i loro cari.

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Celebrazione conclusica centenario PDF Stampa E-mail
Notizie - Per tutti
Scritto da autore   
Martedì 29 Ottobre 2019 14:32

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Si è concluso con una cerimonia solenne, domenica 27 ottobre, il ricco calendario di celebrazioni promosse nella ricorrenza del centenario dell’incoronazione di Nostra Signora del Sacro Cuore, presso la Basilica di San Giorgio in Borgo Vico, a Como. A presiedere la celebrazione della S. Messa c’era mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano e Metropolita di Lombardia, accanto a lui il vescovo di Como mons. Oscar Cantoni, insieme a numerosi sacerdoti del capoluogo. Di seguito vi proponiamo la versione integrale dell’omelia di mons. Delpini, con le belle immagini realizzate dal fotografo Pozzoni.

1. Dedideri incompiuti.  Uomini e donne trascorrono giorni, vivono, si entusiasmano nella vita, vorrebbero godere la vita. Desiderano vivere. La vita passa e non si può trattenere. Desiderano vivere. La vita logora, la vita stanca, si lamentano della vita. Desiderano vivere. Sentono però avvicinarsi la morte: dicono alla morte: “Sì so che devi venire, ma non adesso. Sì, so che tutti dobbiamo morire, ma non far morire mia mamma o mio padre, l’uomo o la donna che amo, il figlio che mi è stato dato. Aspetta, morte!”. Ma la morte non ascolta, la morte non aspetta. Desiderano vivere. Ecco come sono gli uomini e le donne un desiderio incompiuto di vita.

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13 novembre 2015: Perché? PDF Stampa E-mail
Notizie - Per tutti
Scritto da Don Luigi   
Mercoledì 16 Dicembre 2015 10:20

altEra un tranquillo venerdì sera come tanti, a Parigi. Molti giovani avevano deciso di andare a cena fuori, di trascorrere una piacevole serata autunnale con i loro amici. Ma non sapevano, mentre salutavano i loro genitori e si infilavano i cappotti, che quella sarebbe stata la loro ultima uscita. Sono morti in 129, uccisi in diversi attentati simultanei rivendicati dall’Isis, giovani la cui unica colpa è stata quella di trovarsi nei luoghi pubblici presi di mira. Da quel giorno, un’ombra di muto terrore è calata su tutto l’Occidente, per una settimana tutti i mass-media hanno parlato dell’accaduto. E ora il tema Isis rimane come sottofondo “nero” dietro ad altri fatti di cronaca.

Noi ragazzi dell’oratorio ci siamo trovati per il nostro incontro la settimana successiva all’attentato, ed è stato inevitabile che ne parlassimo.

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La Quaresima del "libro" PDF Stampa E-mail
Notizie - Per tutti
Scritto da Don Luigi   
Domenica 29 Marzo 2015 13:57

altConfesso la mia ignoranza… Solo recentemente ho scoperto che il nome del sanguinoso e fanatico gruppo islamista“Boko Haram”, che imperversa nelle regioni nigeriane dell’Africa, significa “l’educazione occidentale è sacrilega”. “Boko”, infatti, sta per “book”, cioè libro in lingua inglese. La diffusione del libro, della cultura, dell’istruzione è considerata da queste frange impazzite dell’islam un peccato, un vero pericolo per la società tribale africana. Soprattutto le donne devono essere tenute ben lontane dai banchi di scuola, forse perché si intravvede che saranno proprio loro a condurre i popoli musulmani verso l’acquisizione di quella vera libertà e dell’autentico rispetto per le altre religioni e tradizioni, che tutti ci auguriamo?

Sta di fatto che l’iniziativa di carità, che ci ha accompagnato in questa Quaresima, riguardava proprio la raccolta dei frutti delle nostre rinunce per sostenere le popolazioni del Camerun colpite dal flagello di queste scorribande armate che uccidono, distruggono villaggi, seminano morte. Sono dovuti fuggire anche i nostri missionari… La distruzione dei raccolti sta condannando la popolazione inerme a una terribile carestia. “30 € per un sacco di miglio” è l’iniziativa, che ha trovato in prima linea i nostri ragazzi per una autentica gara di generosità. Varrà la pena pensare anche a una nuova campagna di solidarietà: “30 € per due libri?”.

Ma questa quaresima ci ha trovato coinvolti anche nell’attenzione a un altro “libro”. In fondo alla Basilica un album continua a raccogliere intenzioni di preghiera, che liberamente siamo invitati a condividere con l’intera Comunità. È un modo semplice, ma efficace, per sentirci responsabili delle gioie e delle fatiche dei nostri fratelli. Scorrendo le pagine di questo libro si nota facilmente come i motivi di preghiera spaziano dalle necessità del mondo intero, segnato dai drammi delle guerre, della violenza contro i cristiani, dalla miseria, ai problemi più personali e quotidiani (salute fisica, crisi economica…). Intensa è anche la richiesta del dono della fede, della conversione per amici e familiari, che si sono allontanati dalla via maestra, del perdono per le proprie mancanze. C’è chi riconosce di non riuscire ad apprezzare appieno ciò che quotidianamente il Signore dona, chi domanda di saper testimoniare la fede al mondo, chi desidera condividere la sete di giustizia di cui soffrono i popoli.

Rendiamo grazie al Signore per il cammino che stiamo vivendo come Comunità, mettendoci in ascolto delle diverse situazioni di sofferenza e di angoscia presenti attorno a noi e nel mondo intero. La Santa Pasqua “sconfigge il male, restituisce l’innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti, dissipa l’odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace” (dal “Preconio pasquale”). Questa è la nostra certezza, questa è la nostra forza! Auguri!

Don Luigi  

 
Lasciarsi fare... PDF Stampa E-mail
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Scritto da Don Luigi   
Lunedì 10 Ottobre 2011 14:49

altUn nuovo anno pastorale, una nuova tappa di cammino comunitario che, secondo la “tabella di marcia” in preparazione al primo centenario dell’incoronazione di Nostra Signora, ci suggerirà di tenere davanti agli occhi come quadro evangelico di riferimento il mistero della Presentazione di Gesù al tempio. Nel titolo biblico “Non hai gradito sacrifici e offerte… vengo per fare la tua volontà” (Eb 10,6-7), una parola posta sulle labbra di Cristo nel momento dell’incarnazione, l’ora del suo offrirsi al Padre per la nostra salvezza, abbiamo individuato il primo ed essenziale senso del culto cristiano.

Sarà questo “fil rouge” a tessere le proposte e le attività dei prossimi mesi. Abbiamo infatti la necessità di riscoprire il significato di tanti gesti e parole che, forse, ripetiamo con troppa leggerezza nella preghiera personale e nelle celebrazioni liturgiche, senza che incidano in modo autentico la nostra vita pratica.
Il Concilio Vaticano II aveva rimarcato la necessità di promuovere un’attiva partecipazione (“actuosa participatio”) da parte di tutti i fedeli ai santi riti. Si è trattato certo di un termine frainteso, in quanto si è maldestramente immaginato che per essere “attivi” nella liturgia della Chiesa fosse sufficiente agitare la massa in modo che ciascuno potesse esprimersi secondo i propri presunti “carismi”, imponendo oltretutto magari agli altri – come spesso succede - i suoi gusti e le sue esigenze (dalla musica “beat” alle mille stravaganti attrazioni per ottenere l’attenzione di piccoli e grandi). Con quale risultato?

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E' utile sapere ...

Orari SS. Messe

Feriale: ore 18.00

(17.30 S. Rosario

18.30 Vespri)

Festive: sabato ore 18.00  (ore 17.00 a S. Salvatore)

domenica ore 09.00 11.00 18.00 (ore 10.00 a S. Salvatore)

  (17.00 canto dei Vespri presso la cappella delle Suore Giuseppine)

Sacramento della Riconciliazione

Tutti i giorni prima e dopo la celebrazione della S. Messa. Il sabato dalle 17.00 alle 18.00

Celebrazione del S. Battesimo

- domenica 17 novembre

- domenica 12 gennaio

- domenica 23 febbraio

- sabato 11 aprile

- domenica 7 giugno

Catechesi per i ragazzi

Venerdì pomeriggio

- I media 

Domenica alle ore 9.45

per II-III-IV-V elem. e II media

Catechesi per III media

sabato ore 19.00  (appuntamento quindicinale)

Catechesi per giovani

venerdì ore 18.45  (appuntamento quindicinale)

Catechesi per adulti

giovedì ore 18.30

Gruppi famiglia

Appuntamento mensile domenicale per uno scambio di esperienze in un cammino comunitario.

Laboratorio parrocchiale

Cucito e ricamo anche su ordinazione: in oratorio ogni mercoledì dalle 15 alle 18

Visita degli ammalati

L'Arciprete è disponibile ad incontrare almeno mensilmente gli infermi e gli anziani della comunità.

Segnalare il proprio nominativo.

 


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